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Moodle
I miei ambienti di formazione integrata pronti
per chi si avvicina a Drupal e per gli esperti.
ATutor
Molti corsi disponibili in ambito ICT In Italiano ed in Inglese.
Disponibili i corsi presso: maurizionaso.it [ATutor]
Informazioni utili per chi lavora quotidianamente sul web in modo professionale. Sviluppo di siti web con il CMS Drupal, installazione e configurazione di piattaforme di eLearning (Moodle, ATutor), Wiki; Sviluppo di siti web Accessibili, per la Pubblica Amministrazione, per gli Enti locali, per le Scuole di ogni ordine e grado in tutto il nord Italia. Realizzazione di percorsi di formazione personalizzata, individuale e di gruppo (in presenza, a distanza, blended).
FORTUTOR – PROJECT WORK FINALE
MAURIZIO NASO
Saggio breve: Strumenti e ambienti per l’e-learning
Introduzione:
In Italia stiamo vivendo una forte fase d’evoluzione e raffinamento degli strumenti e degli ambienti per l’e-learning che, anche se a passo corto e lento, si sviluppano e si aggiornano.
Si avverte la necessità di avere piattaforme istituzionali: più agili, accessibili, meglio fruibili; erodendo la rigidità delle piattaforme istituzionali pensate per una formazione di taglio nazionale, standardizzata e necessariamente omologata (spesso, inevitabilmente verso il basso).
Molti, tra coloro i quali si occupano di formazione, nel mondo della scuola, sia come tutor, sia come corsisti, nel momento in cui hanno a che fare con l’interfaccia della propria classe virtuale, cioè dell’ambiente messo loro a disposizione per la formazione, lamentano una generica inadeguatezza dello strumento, pur ammettendo una ricchezza (spesso sovrabbondanza) di contenuti.
Spesso questo accade perché esiste un marcato tempo di latenza, tra il tempo della progettazione (dove poche persone esperte progettano tutto da sole, senza apporti esterni) delle piattaforme istituzionali e il rilascio effettivo, l’uso pratico da parte delle comunità d’apprendimento.
Inoltre, nella formazione integrata blended, le sessioni di lavoro in presenza, si stanno sempre più riducendo per lasciare, invece, sempre più tempo alla formazione a distanza, sia per ridurre i costi d’infrastruttura e di personale (aule attrezzate, costo orario del tutor e dell’altro personale coinvolto), sia per ridurre il disagio degli spostamenti e dei tempi “vincolati” d’apprendimento da parte dei corsisti.
Questi elementi, tendono inevitabilmente, ad accrescere i tempi d’utilizzo dell’ambiente d’apprendimento disponibile, che diventa il “luogo” maggiormente vissuto. Questa maggiore frequentazione porta ad identificare più facilmente i pregi e i difetti.
La ricchezza dei contenuti disponibili diventa, a volte, un fattore di confusione piuttosto che d’arricchimento. Non basta mettere online una gran numero di risorse, occorre piuttosto garantirne la qualità e offrire al corsista una "guida" che lo indirizzi nella scelta e strumenti adatti per una loro consultazione e fruizione ragionata.
Situazione:
Per quanto indicato, le criticità che maggiormente si avvertono possono essere riassunte in:
Criticità dell’ambiente: scarsa accessibilità, interfaccia utente rigida e non personalizzabile, impossibilità di raccordo con altri ambienti di formazione (che i corsisti frequentano nel medesimo tempo), sensazione generica d’obsolescenza della piattaforma, impossibilità di creare gruppi di lavoro, impossibilità di organizzare network di conoscenze per affinità disciplinari/didattiche, impossibilità di integrare feed RSS (RDF Site Summary e Really Simple Syndication) da fonti esterne di rilievo, o generare feed dall’ambiente che si sta usando, i contenuti e le risorse su cui si è lavorato non sono esportabili in un formato standard (es SCORM - Sharable Content Object Reference Model) e quindi non sono riutilizzabili e rispendibili né per i tutor né tantomeno per i corsisti.
Criticità degli strumenti: normalmente sono disponibili un singolo forum e una chat, entrambi dall’aspetto spartano, mentre i corsisti spesso sono abituati a prodotti più raffinati (es. Skype, MSN messenger, ecc); manca qualunque possibilità di raccordo con l’esterno: accedere a repository articolate in ontologie, organizzare e gestire sitografie, sviluppare un area FAQ, predisporre questionari ed indagini, integrare un ambiente WIKI, avere spazi destinati a liste di lettura, disporre di un blog personale.
Mancano gli strumenti di Social bookmarking (collaborative tagging , social classification, social indexing, social tagging) e in generale le interazioni sociali tipiche del Web 2.0.
Come si potrebbe rimediare:
Per risolvere queste criticità, si propone – ove possibile - l’integrazione degli ambienti “Istituzionali” con ambienti di LCMS Opensource, localizzati e personalizzati, velocemente aggiornati e sempre più arricchiti di nuove feature, con alle spalle comunità di sviluppo composte da migliaia di sviluppatori e programmatori.
L’esperienza personale maturata negli ultimi anni nella costruzione e gestione d’ambienti formativi in particolare basati su:
• piattaforme e-learning LMS e LCMS (Learning Management System e Learning Content Management System) come ad esempio ATutor e Moodle e su;
• piattaforme per la gestione dei contenuti CMS (Content Management System) opensource, come ad esempio Drupal e DrupalEd (DrupalEducator)
che offrono strumenti completi e sempre aggiornati per la gestione degli utenti, delle loro interazioni e collaborazioni, dei contenuti, delle attività, del monitoraggio e della valutazione.
Perché questa scelta:
Oltre l’esperienza personale anche, il Piano d'Azione Europeo per la Società dell'Informazione (e-Europe), adottato dall'Unione Europea a Lisbona nel 2000, e la successiva legislazione italiana di riforma della Scuola, specificano il “pieno rispetto del principio di pluralismo delle soluzioni informatiche offerte dall'informazione tecnologica”.
E ancora, il crescente interesse mostrato dagli ambienti preposti alla formazione (sia in ambito universitario che in ambito scolastico) alle piattaforme Free Software (FS) e all’Open Source, strutturate per la gestione delle risorse formative e l’erogazione di didattica online.
A partire dal 2001, l’UNESCO ha iniziato a fornire supporto al “Free Software Movement”, ritenendo fondamentale che l’accesso libero a qualsiasi risorsa software fosse di primaria importanza per la crescita della/e società. A tal proposito è stato crato l’UNESCO “Free Software Portal” che fornisce l’accesso a documenti e siti web che sono riferimenti importanti per il “Free Software/Open Source Technology movement”.
I risultati prodotti dalle comunità di sviluppo di software OS in generale, e le piattaforme e-learning in particolare, indicano come la rete agisca come amplificatore di quelle competenze individuali che, sapendo integrarsi con altre competenze, producono soluzioni di livello decisamente superiore, non solo rispetto a quelle del singolo individuo, ma molto spesso anche rispetto a quelle che possono mettere in campo le più grandi imprese di informatica.
Una caratteristica vincente della comunità di sviluppo del software Opensource per LCMS:
Eric Raymond (La Cattedrale e il bazaar), che definisce la differenza tra il modello aperto del software OS (il bazaar) e quello chiuso delle aziende (la Cattedrale).
Nel modello bazaar l’invenzione è aperta, le idee sono messe a disposizione di tutti, circolano, vengono criticate e migliorate grazie all’apporto di centinaia o anche migliaia di programmatori “Nessuna cattedrale da costruire in silenzio e reverenza. Piuttosto, la comunità Linux assomigliava a un grande e confusionario bazaar, pullulante di progetti e approcci tra loro diversi Un bazaar dal quale soltanto una serie di miracoli avrebbe potuto far emergere un sistema stabile e coerente.”;
nel modello Cattedrale, invece, poche persone - ancorché esperte - progettano tutto da sole, senza apporti esterni. “Credevo che il software più importante andasse realizzato come le cattedrali, attentamente lavorato a mano da singoli geni o piccole bande di maghi che lavoravano in splendido isolamento”
Con il primo modello “confusionario […] pullulante di progetti e approcci tra loro diversi”, gli obiettivi vengono raggiunti in modo molto più efficiente.
Come affiancare un bazaar ad una Cattedrale ?
In molte scuole ed università italiane, il personale che si occupa della formazione in modalità integrata blended, di tipo locale rivolto a gruppi ristretti di corsisti, fa già largo uso delle proprie competenze per organizzare e gestire LCMS OpenSource, sia come intranet scolastica locale, sia online nel web.
Le università usano i LCMS sia come vetrine per rendere visibili le loro offerte formative, sia come luogo dove erogare servizi integrativi a quelli tradizionali d’aula.
In questi ultimi ambienti di formazione già coesistono, in alcuni casi significativi: importanti sistemi proprietari, piattaforme di tipo istituzionale, affiancate ed integrate con piattaforme per l’apprendimento di tipo Opensource.
La sperimentazione su questi ambienti è già conclusa da tempo, adesso si sta vivendo la fase “a regime” anche perché adesso si dispone di:
• installazioni stabili della maggior parte delle piattaforme di LCMS, basate prevalentemente su server LAMP (Linux+Apache+MySql+PHP) che richiedono poche “risorse macchina” e “risorse uomo” per la manutenzione ordinaria;
• software raffinati ed evoluti, che in alcuni casi raggiungono livelli elevati di aderenza alla corrente normativa nazionale ed internazionale sull’accessibilità dei prodotti per il web (che invece le piattaforme istituzionali sono lontane dal raggiungere);
• procedure di gestione consolidate ed agili, dove spesso sia il front end che il back end sono altamente “usabili” ed accessibili (da wikipedia: Nel campo della progettazione software il front end è la parte di un sistema software che gestisce l'interazione con l'utente o con sistemi esterni che producono dati di ingresso, il back end è la parte che elabora i dati generati dal front end);
• molti Learning Objects disponibili e molti altri ancora in fase di sviluppo e raffinamento sulle più diverse discipline e in diverse lingue (come ad esempio il progetto SLOOP dove l’idea chiave è quella di trasferire la filosofia del movimento del Free/OpenSource Software al campo dei contenuti didattici per l'eLearning).
Infine le comunità di sviluppo di questi software OpenSource, rilasciano tutti i plugin e moduli integrativi utili per poter affrontare tutte le esigenze di integrazione, aggiornamento e interscambio di dati all’interno del singolo gruppo d’uso o tra gruppi diversi.
Quello che serve all'utente del web, esattamente come all'utente di una piattaforma per l'e- Learning, non è un contenitore anonimo con altrettanti anonimi servizi di comunicazione ed informazione.
Serve uno strumento più completo: qualcosa che sia in grado di restringere il campo nel quale si naviga e costruire attorno ad esso una palestra di conoscenza.
In sostanza uno spazio che sia in primo luogo collaborativo, utilizzando i servizi di informazione e comunicazione moderni ed aggiornati di tipo sociale con il fine principale dello scambio di idee, progetti ed opinioni delle persone che lo partecipano.
Bibliografia:
Cavalli E. e Lorenzi A. Metodologia e tecnologia per l’e-learning
Garavaglia Andrea: La predisposizione dell'ambiente e la gestione del processo didattico - Didattica e vincoli Fortutor 2007
Ferri Paolo: Comunità sociali di apprendimento e gestione della conoscenza (You Too. Gli strumenti e le forme della comunicazione digitale nell’epoca del Web 2.0) Fortutor 2007
Nichols Mark: A Theory for eLearning, eLearning Consultant UCOL Palmerston North, New Zealand 2003
Rivoltella Pier Cesare: E-Tutor
Riferimenti a risorse disponibili nel web:
ATutor: http://www.atutor.ca/
eEurope: ec.europa.eu/information_society/eeurope/2002/news_library/documents/
eeurope2005/eeurope2005_it.pdf
Del Monte Davide E-Learning e Knowledge Management: sviluppo di un portale web con blog e wiki www.diplod.it
Drupal: http://drupal.org/
DrupalEd: http://drupaled.org/ ; http://openacademic.org/
http://www.commoncraft.com/ Come spiegare ad amici e parenti il social bookmarking,
http://it.wikipedia.org/wiki/Front-end_e_back-end
Moodle: http://moodle.org/
Raymond Eric: La cattedrale e il bazaar, http://it.wikisource.org/wiki/La_cattedrale_e_il_bazaar
Sloop: (Sharing Learning Objects in an Open Perspective): http://www.sloopproject.eu/
Unesco - “Free Software Portal” all’interno della sezione “Communication & information”. (http://portal.unesco.org)
Brescia, 27/11/2007